
Gli amministratori di condominio denunciano procedure di recupero crediti difficili. Il problema non sono le norme, che hanno risolto una situazione che si protraeva da anni, ma il fatto che, per la crisi, non sempre i debitori possono pagare gli importi dovuti.
Gli amministratori si scontrano anche con le nuove disposizioni in materia di barriere architettoniche: i lavori sono obbligatori, ma le coperture non sono garantite e gli incentivi per l’edilizia spesso non bastano.
È una situazione con cui le agenzie di recupero crediti si scontrano ogni giorno. Le riunioni di condominio, che dovevano servire a placare gli animi, ora diventano sedi di discussione per l’applicazione delle norme, con conseguenti lungaggini sia per quanto riguarda il recupero crediti all’interno del condominio, sia per fare qualsiasi cosa all’interno degli stabili.
Anche il dover rendicontare pubblicamente con un conto e un sito internet crea difficoltà per gli amministratori di condominio: tutto passa per Tribunali intasati dalle pratiche burocratiche, quindi altro tempo si spreca per cercare di risolvere la questione con le società di recupero crediti.
La denuncia arriva dal presidente dell’Anaci Bruno Negrini: spesso le norme nazionali sono in contrasto con quelle regionali, causando quindi conflitto per un impianto centralizzato piuttosto che per un pagamento non onorato.
Gli amministratori di condominio si ritrovano quindi un debito da onorare che non viene pagato e ulteriori costi legati all’intermediazione di una società di recupero crediti, o peggio, di una causa in Tribunale. Spese difficili da sostenere per gli altri condomini generano nuovi debiti: l’Anaci chiede quindi una norma che consenta agli amministratori di risolvere le situazioni più comuni all’interno del condominio stesso.
Se da un lato è giusto intervenire sul recupero crediti nelle sedi opportune per un debito gravoso, dall’altro è necessario poter risolvere la situazione tra i condomini in assemblea per debiti di entità minore, in modo da non incorrere in altre spese inutili.
La corretta informazione è uno dei punti cardine per gli amministratori di condominio, ma spesso non basta: la crisi avanza e così nuovi debiti possono richiedere l’intervento di una società di recupero crediti, senza che i condomini possano fare nulla per risolvere la situazione in tempi più brevi.
