Il primo passo nella compravendita: “LA PROPOSTA D’ACQUISTO”

La proposta d’acquisto è il primo passaggio contrattuale nell’iter di compravendita di un immobile. Spesso però viene usata impropriamente come uno strumento per concludere la trattativa commerciale: come ad esempio è sovente che un mediatore consigli di procedere con una proposta scritta per stringere i tempi e convincere il venditore a decidersi, ad esempio riguardo ad un abbassamento di prezzo. Forse è proprio per questi motivi che spesso le conseguenze della firma della proposta d’acquisto vengono sottovalutate dal compratore. Il pericolo è quello di trovarsi a sottoscrivere condizioni più vincolanti del previsto, simili a quelle che si assumono in un contratto preliminare di compravendita. Assieme alla proposta viene di solito consegnato al venditore un assegno per “bloccare l’affare” e per dimostrare la bontà delle intenzioni del potenziale acquirente. La proposta ovviamente impegna solo quest’ultimo fino al termine temporale indicato, il venditore, invece, viene impegnato solo nel momento in cui viene accettata in forma scritta. E’ consigliabile stabilire un tempo breve per la validità della proposta d’acquisto (ad esempio un mese), così da non rimanere vincolati troppo a lungo e non dare la possibilità al venditore di giocare al rialzo con altre persone interessate all’immobile. Se l’affare va a buon fine e non ci sono ripensamenti, le parti si incontrano per mettere a punto un preliminare di compravendita vero e proprio. Per non rischiare brutte sorprese, è meglio tutelarsi attraverso accorgimenti che permettano di non dare seguito all’acquisto e di recuperare i denari impegnati in mancanza di alcune condizioni. In particolare la proposta deve prevedere la regolarità di tutte le verifiche riguardanti la proprietà del bene e tutti gli aspetti urbanistici, catastali e condominiali e contenere la dicitura: “ALLA DATA DEL ROGITO L’IMMOBILE DOVRA’ ESSERE LIBERO DA PERSONE O COSE, ONERI REALI, VINCOLI, GRAVAMI, TRASCRIZIONI PREGIUDIZIEVOLI, IPOTECHE”. Le verifiche le farà poi il notaio, tuttavia è consigliabile procedere in autonomia a qualche controllo elementare, come ad esempio la corrispondenza tra la piantina catastale fornita e l’effettiva configurazione dell’immobile o la richiesta al venditore del certificato di agibilità e del regolamento condominiale. Quindi è bene rivolgersi ad un’agente immobiliare che segua la trattativa in tutte le sue fasi.

 

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