Gli scenari del mercato immobiliare nel 2023, i dati di CENTURY 21 Italia

Tassi d’interesse più alti, una diminuzione della compravendita e molta attenzione all’efficientamento energetico: sono questi i tre fattori destinati a influenzare il mercato immobiliare nel corso del 2023. 

A dirlo è Tilesi, CEO di CENTURY 21 Italia, l’agenzia immobiliare statunitense che da qualche tempo ha aperto anche nel nostro Paese. Dopo un anno particolare come il 2022, anno record per le compravendite, nel 2023 è arrivata una lieve flessione relativamente alle compravendite immobiliari. I cali erano già iniziati con il rallentamento dell’ultimo trimestre 2022, poi confermato a gennaio del nuovo anno. 

Ma a cosa è dovuto tale rallentamento? Per il settore immobiliare sono tante le sfide da affrontare. Vi è in primis la diminuzione delle compravendite causata da un aumento generale dei prezzi. Il mercato immobiliare, infatti, nel 2023 sembra destinato a essere trasformato da questi temi caldi: il picco inflazionistico, la guerra in Ucraina che tarda a fermarsi e la questione energetica destinata a cambiare i parametri della scelta delle persone relativamente a specifici edifici.

Secondo le stime di CENTURY 21 Italia, il mercato immobiliare nel nostro Paese risentirà molto della questione energetica. La questione dell’efficientamento energetico sta diventando davvero importante per i compratori e i venditori. Questo perché il costo di gestione degli immobili sta salendo alle stelle e le persone stanno cercando delle strutture che siano sempre più adeguate da un punto di vista energetico. Lo scopo è ottenere il risparmio in bolletta. Però, vi è una problematica che nello scenario del mercato immobiliare non possiamo ignorare. Il 60% dello stock immobiliare si colloca nelle classi energetiche molto basse e questo potrebbe essere un problema che comporterà una diminuzione delle compravendite. A complicare il quadro ci si mette anche l’arrivo delle nuove direttive europee, che obbligano gli edifici nuovi a raggiungere entro il 2030 le “zero emissioni”, mentre, invece, il limite dovrà essere raggiunto entro il 2050 dagli edifici esistenti. Dunque, le nuove linee guida sugli edifici si combinano a uno stock immobiliare non adeguato che potrebbe portare- soprattutto in alcune zone d’Italia come il Sud – a non avere degli edifici abbastanza green per la vendita. Il risultato? Una diminuzione della compravendita di case di non poco conto.

Un altro elemento molto importante nell’analisi del mercato immobiliare riguarda l’aumento dei prezzi. In generale, secondo gli esperti di CENTURY 21 Italia, vi sarà un incremento generale, che cambierà da zona in zona. Per esempio, in città come Roma, con un forte potenziale di crescita, aumenteranno i costi degli immobili, mentre Milano vedrà una sostanziale stabilizzazione. I proprietari venderanno con meno facilità. Legata all’inflazione, poi, è la rinnovata percezione della casa come bene rifugio. In breve, se da una parte i venditori tenderanno ad aumentare i prezzi, dall’altra i compratori potranno incontrare delle difficoltà, a causa della situazione economica internazionale, nel rincorrere tale aumento. Dunque è molto importante tenere sotto controllo la relazione tra la diminuzione del potere d’acquisto e l’aumento dei tassi di interesse, di cui vediamo gli effetti già nel corso dei primi mesi del 2023.

Per adesso, secondo gli esperti di CENTURY 21 Italia, il mercato è destinato a subire una diminuzione delle compravendite – stimata al 15% – con tutta una serie di conseguenze da non sottovalutare. Mentre il resoconto del 2022 era stato abbastanza positivo, nonostante l’ultimo trimestre che aveva registrato una leggera flessione, il 2023 sembra confermare quest’ultima tendenza del comparto. Bisognerà, perciò, cercare di tenere sotto controllo i vari fattori che influenzano il mercato, in modo tale da cercare di salvaguardare la compravendita immobiliare, e allo stesso modo pilotare i cambiamenti in corso. La vera sfida è tenere tutto il comparto sotto attento monitoraggio, così da non rischiare di incappare in una flessione troppo forte che potrebbe compromettere i guadagni relativi all’attività immobiliare.