Il progetto di restauro: conservazione e innovazione

February 21, 2011 by admin · Leave a Comment
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«Un’opera è come un essere vivente su cui viene segnato il passare della storia». Non una conferenza, ma un vero e proprio successo l’inaugurazione del ciclo di conferenze “Il progetto di restauro. Conservazione e innovazione”, organizzato dall’ Ordine degli Architetti della provincia di Catania e dalla sua Fondazione.

Marco Dezzi Bardeschi, uno dei maggiori esperti italiani in materia di restauro ha incantato il parterre d’eccezione che si è riunito per assistere alla relazione su “Corteggiamenti e Narrazioni – Progetti e cantieri 2009-2011”. Tra slide che hanno mostrato la perfezione del restauro di alcuni importanti lavori, domande su come sia possibile intervenire su un’opera già esistente lasciando intatta la sua bellezza e rendendola contemporanea e perfetta, non è mancata la voglia di un sincero confronto.

La sala conferenze dell’Ordine etneo è riuscita a stento a contenere i numerosi professionisti – tra cui i membri del consiglio catanese, importanti personalità del mondo accademico, del Fai, di Sicilia Antica, del Touring Club, e il sovrintendente di Enna, Fulvia Caffo – accorsi da tutta la Sicilia per assistere alla lezione magistrale di Dezzi Bardeschi, capofila di una scuola che si ispira a un semplice ma incisivo principio: conservare tutte le tracce storiche che il tempo ha lasciato su un monumento ed eventualmente aggiungere nuovi elementi architettonici per rendere il manufatto adatto a un uso contemporaneo.

Sinceramente e visibilmente compiaciuti il presidente dell’Ordine Architetti Luigi Longhitano, il presidente della Fondazione Carlotta Reitano, il presidente della Fondazione degli Ingegneri della Provincia di Catania, Santi Maria Cascone, che ha portato i saluti del presidente dell’Ordine Carmelo Maria Grasso.

«E’ stata una lezione intensa in cui Bardeschi ha ripercorso i suoi 60 anni di attività» ha sottolineato Longhitano. «L’idea del restauro che mette in campo Bardeschi è quello di un progetto dell’attività umana: l’architettura diventa il registro della storia, essere contemporanei anche nel restauro significa saper testimoniare il potere della propria epoca. L’importante è che l’intervento sia sempre reversibile. I monumenti sono opere aperte, a patto che si sappiano rispettare».

Porgendo sempre una rigorosa attenzione filologica al restauro, l’antirestauratore, come ama definirsi il prof. Marco Dezzi Bardeschi, ha messo l’accento sui casi urgenti di salvaguardia e di cura evidenziati dalla recente Architettura d’Autore, ricordando alla platea che il godimento estetico di un manufatto d’arte, per essere tale, impone di scegliere l’integro al mancante, il pulito allo sporco, il ripristino alla conservazione. Rammentando che tutto dipende spesso dal gusto, che è sostanzialmente frutto dalle condizioni oggettive e contingenti di un certo periodo storico.

Ingegnere conciliatore: a Catania il primo corso del sud Italia

February 9, 2011 by admin · Leave a Comment
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A meno di un anno dall’emanazione del decreto legislativo 28 del 4 marzo 2010 – con cui nasce la figura del conciliatore professionista – non bisognerà attendere molto per il completamento di un percorso normativo che segnerà una svolta: giuridica, professionale e sociale. Dal prossimo 20 marzo 2011, infatti, prima di arrivare al processo civile si dovrà “transitare” a una mediazione obbligatoria, nei casi di una controversia in materia di: condominio, diritti reali, divisione, successioni, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Che tradotto in cifre – secondo una stima del ministero della Giustizia – significa 600mila cause (per i campi interessati), con una previsione, annunciata dallo stesso Alfano, di circa 200mila potenziali risoluzioni in sede di conciliazione.

Puntando la lente su Catania, le cause saranno in media 6mila: ma i nostri professionisti sono pronti per svolgere questo nuovo ruolo?

La prima risposta arriva dall’Ordine etneo degli Ingegneri, che grazie al lavoro di formazione e aggiornamento condotto dalla sua Fondazione, mette a segno un altro risultato: «Il primo corso di “Ingegnere conciliatore” nel Sud Italia – come spiega il presidente della Fondazione Santi Maria Cascone – che si svolgerà il prossimo mese di marzo e che rilascerà ai partecipanti il titolo legalmente riconosciuto dal ministero. Un corso d’eccellenza, dai tanti risvolti: lavorativo, etico, di snellimento e abbassamento dei tempi e dei costi giudiziari». Se n’è parlato ieri, 7 febbraio, in occasione del seminario propedeutico al corso – che ha già raggiunto il tetto massimo di iscrizioni con grande riscontro da parte degli ingegneri catanesi – al quale hanno preso parte: il presidente dell’Ordine Carmelo Maria Grasso che, in apertura dei lavori, ha sottolineato «la necessità per la categoria di allargare gli orizzonti e diversificare le attività professionali, cosa che è nel dna dell’ingegnere. Il fatto che il nostro Ordine sia al passo coi tempi, offrendo per primo l’opportunità di formazione e, quindi, di lavoro, è un orgoglio».

Ecco in breve l’iter per diventare ingegnere conciliatore, per l’esercizio della professione e le procedure, elencati ieri dal direttore del Corso Giuseppe Mammana: può accedere al percorso formativo chi ha un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitario (triennale) o, in alternativa, chi è iscritto a un Ordine o a un Collegio professionale; il possesso di una specifica formazione o specifico aggiornamento almeno biennale acquisiti presso gli enti di formazione accreditati presso il Ministero di Giustizia. Il passo successivo è la frequentazione di un corso teorico-pratico formativo altamente specializzato di 50 ore e il superamento della prova finale di valutazione. Infine, il conciliatore professionista dovrà iscriversi presso gli organismi di conciliazione (ad un massimo di 5), pubblici o privati, presenti nel registro ufficiale del ministero di Giustizia.

Nel corso dell’incontro – moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi e dal consigliere Giovanni Pampallona – sono stati molti i momenti di approfondimento e dibattito grazie agli interventi dell’amministratore Mediacom (l’azienda che realizzerà il corso composto di 64 ore, 50+14 di pratica e tecniche di negoziazione) Alfonso Maggio, di Francesca Mannino, componente del comitato scientifico del corso e coordinatrice formazione, e di Alberto Giaconia, componente dell’Ordine degli Avvocati di Catania.

L’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE

La mediazione/conciliazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore/conciliatore quindi non esprime alcuna opinione (se non richiesta da tutte le parti). La mediazione si avvia presentando la domanda presso l’organismo di mediazione, che designerà un mediatore e fisserà l’incontro con le parti entro – e non oltre – i quindici giorni dal deposito della domanda. Il conciliatore avrà un tempo massimo di quattro mesi per trovare l’accordo: in tal caso verrà redatto un “verbale di conciliazione”, sottoscritto dalle parti e dallo stesso conciliatore, in caso contrario verrà emesso un “verbale negativo” e si va al processo, ma il conciliatore potrà comunque formulare e indicare una proposta che verrà sottoposta all’attenzione del giudice.

La conciliazione può essere: facoltativa, obbligatoria (avviata volontariamente dalle parti, sia prima che durante il processo); obbligatoria (a partire dal 20 marzo 2011, nei campi indicati dal ministero); delegata (il giudice,anche a processo iniziato, potrà invitare le parti alla mediazione); concordata (prevista negli atti).

SAEM 2010: chiususa in grande stile

November 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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Nella foto: un momento della cerimonia per la consegna del Premio bio-compatibile (sa sx l’arch. Ferrara, Alessandro Lanzafame e Witti Mitterer, cofondatore dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura)

«Oltre 1000 studenti; +30% di visitatori provenienti da tutta la Sicilia; decine di work shop e migliaia di prodotti per l’edilizia esposti nella grande vetrina delle Ciminiere. Questi i numeri del 18° Saem, che quest’anno è cresciuto ulteriormente in quantità, ma soprattutto in qualità». Con queste parole il direttore di Eurofiere, Alessandro Lanzafame, saluta il Salone dell’edilizia del Mediterraneo, che stasera chiude i battenti, riproponendosi di tornare l’anno prossimo con la passione e la grinta che hanno caratterizzato quest’edizione. Ultima giornata ricca di iniziative, quella di oggi, che ha visto puntare i riflettori sulla Bioarchitettura, grazie al seminario di Ecos3 e Associazione Spazi contemporanei (presidente Giovanni D’Amico, direttore tecnico Fabrizio Russo) che ha visto attorno al tavolo dello sviluppo sostenibile, importanti attori che operano sul nostro territorio con una filosofia ben precisa: «Ogni intervento, sia piccolo che grande, sia pubblico che privato, sia di nuova realizzazione che di recupero, è un’occasione per fare architettura nel rispetto dell’ambiente». Il convegno – moderato dalla giornalista Grazia Calanna – dopo i saluti di Vittorio Virgilio della Aforis, ha visto diverse riflessioni sul tema della bio-edilizia, dei nuovi modelli dell’abitare sostenibile, dei criteri di progettazione impiantistica improntata alla riduzione dei consumi e dei materiali bio-compatibili. Ha partecipato, tra gli altri, l’assessore provinciale alle Politiche dell’Ambiente e Territorio Domenico Rotella che, dopo aver portato i saluti del presidente della Provincia Regionale di Catania Giuseppe Castiglione,ha sottolineato «l’occasione offerta da Saem per discutere di argomenti di grande attualità, che servono a edificare il futuro sulla base dei principi di rispetto e ed eco-innovazione». Tanti gli argomenti affrontati: dai sistemi di impermeabilizzazione per coperture e facciate ventilate in materiali composti riciclabili ai sistemi di isolamento in sughero; dagli infissi certificati agli impianti di riscaldamento a pannelli radianti; dall’illuminazione Led per interni ai sistemi domotici, passando per l’integrazione tra sistemi fotovoltaici, solari-termici e geotermici. All’interno di questa cornice, si è svolto inoltre il Premio Bio-compatibile, coordinato dall’architetto Francesco Ferrara: è stata Witti Mitterer – cofondatore dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura – a consegnare la targa italiana che premia l’edilizia rispettosa del clima, della salute e dell’ambiente psicofisico dell’uomo, in alternativa a quello meramente funzionalista che ha generato decenni di speculazione immobiliare. Le industrie selezionate dopo un’attenta riflessione in linea con le ricerche condotte in questo ambito, sono state: “Rofix Spa” (menzione speciale) per la linea CalceClima e la Premix Spa Sistema natural. La cerimonia si è conclusa con l’intervento programmato di Santi Spartà dell’Irma, l’Istituto di ricerca medica e ambientale unico nel Sud Italia a eseguire i referti di biocompatibilità su prodotti e componenti edilizi. 

Si è concluso così, con una pennellata di verde – sinonimo di ambiente e soprattutto di speranza – il Saem 2010: «Questa edizione – conclude Lanzafame – più degli altri anni, per noi è stata una scommessa. In un momento di crisi economica, dove il mercato si ritrae e dove si fanno i conti con la calcolatrice in mano, siamo riusciti ancora una volta, da un lato, a far convergere gli espositori verso la nostra piazza di scambio, dove transitano importanti operatori e consulenti del settore; dall’altro, a convogliare e convincere con il nostro prodotto “fiera” migliaia di visitatori che, anche questa volta, hanno scoperto grazie al Salone dov’è e com’è orientata l’innovazione».

Il patrimonio immobiliare pubblico: opportunità per enti e professionisti

September 19, 2010 by admin · Leave a Comment
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La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico: una strada che, se
opportunamente percorsa, rappresenta, specialmente nell’attuale congiuntura economica, una leva
strategica per innescare circoli virtuosi di sviluppo locale e aprire nuove opportunità professionali ai tecnici
del settore.
Sarà questo il focus del convegno “Il patrimonio immobiliare pubblico quale leva di sviluppo del territorio e
della professione”, che si terrà presso il Teatro Alfieri di Asti il prossimo 16 settembre dalle 14.30 alle 18.30.
L’evento, patrocinato dal Comune di Asti, è stato promosso e organizzato dal Collegio provinciale dei
Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Asti, in collaborazione con EXITone Spa, società
specializzata nella gestione e nella valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici e privati.
Il convegno si propone di sensibilizzare amministratori locali e professionisti sul tema della corretta ed
efficiente gestione del patrimonio immobiliare pubblico e, in particolare, sulle opportunità offerte a
riguardo dall’art. 58 della legge 133 del 6 agosto 2008. Questa disposizione normativa, correttamente
applicata, diventa un potente strumento di sviluppo per i territori e di crescita per i professionisti,
generando un circuito virtuoso di attività volte al contenimento dei costi anche attraverso la miglior
gestione delle risorse disponibili. Basti pensare che, secondo una ricerca della Fondazione Magna Carta, il
patrimonio immobiliare pubblico italiano ha un valore di mercato pari a 675 miliardi di euro, con un
rendimento dell’1% a fronte di costi di gestione del 2%.
Oltre a fornire spunti di discussione, il convegno si propone di presentare nuovi approcci metodologici e
tecnici al tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Nel corso dell’incontro, quindi,
sarà presentato un caso studio inerente un progetto per la valorizzazione strategica degli Asset immobiliari
della Provincia di Milano, realizzato da EXITone, che ha maturato una significativa esperienza nell’ambito
della gestione dei beni pubblici, anche grazie alla partnership con la Regione Siciliana nel vasto progetto di
valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ente. Sarà inoltre illustrata la metodologia di funzionamento
del Laser Scan, tecnologia in grado di ricostruire, in tempi rapidi, solidi tridimensionali con dettagli
millimetrici, a costi contenuti.
“Abbiamo ritenuto estremamente importante accendere i riflettori su un tema come la valorizzazione del
patrimonio immobiliare pubblico – spiega Mario Delle Piane, Presidente del Collegio dei Geometri e dei
Geometri Laureati della Provincia di Asti – Si tratta infatti di un argomento su cui c’è ancora poca
consapevolezza, soprattutto in termini normativi, ma che offre interessanti opportunità di crescita
professionale per chi svolge il nostro lavoro, oltre a rappresentare una leva di sviluppo strategica per il
territorio e le comunità locali”.
“A due anni dall’emanazione della norma, sono ancora poche le amministrazioni italiane che hanno saputo
cogliere in maniera piena e consapevole le opportunità offerte dall’art. 58 della legge 133/2008 – aggiunge
Alexandra Mogilatova, Direttore Generale di EXITone, tra i relatori del convegno – Gli strumenti normativi
per far sì che il patrimonio immobiliare pubblico diventi una leva di sviluppo per il territorio ci sono. Bisogna
solo saperli utilizzare nel modo più corretto”.
Tra le presenze istituzionali, sono previsti i saluti del Sindaco di Asti, Giorgio Galvagno e gli interventi
dell’Ing. Marina Parrinello, dirigente nazionale Unitel (Unione nazionale tecnici enti locali) e dell’Avv.
Alberto Pasta, Consigliere Comunale di Asti e componente del Consiglio Regionale Anci Piemonte.
L’incontro, moderato dal Geom. Giulio Berruquier, terminerà con un dibattito sul tema, aperto a tutti i
partecipanti.
Per ulteriori informazioni:
Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Asti
Via del Cavallino, 8 – 14100 Asti
Tel: +39.0141.35.30.94 Fax: +39.0141.43.75.10
http://www.geometri.asti.it
EXITone Spa – gruppoSTI
Stradale San Secondo, 96 – 10064 Pinerolo (To)
Tel: +39.0121.04.01.00 Fax +39.0121.32.10.08
www.exitone.it
http://blog.exitone.it/

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