Come funziona il tetto ventilato

Per proteggere la propria abitazione dall’esterno e per avere il massimo dell’impermeabilità bisogna approfondire il tema delle coperture ed è utile in questo contesto capire come funziona il tetto ventilato. Esistono diversi tipi di copertura che si possono scegliere per la propria casa o per il proprio edificio ad uso commerciale. Ciascuna di questo coperture ha vantaggi e svantaggi e in questa guida ci occupiamo di approfondire le nostre conoscenze sul tetto ventilato, una copertura che prevede la presenza di più strati sovrapposti tra loro.

I tetti ventilati hanno infatti una stratigrafia complessa ed è proprio la somma di questi strati a garantire l’efficacia della copertura in esame. Partendo dall’interno e spostandoci verso l’esterno, un tetto ventilato presenta: il primo strato di struttura, uno strato con funzione di resistenza al vapore, un elemento che funge da isolante termico, uno strato pensato per la ventilazione ed infine il manto di copertura. Sono diversi gli utilizzi di un tetto ventilato, anche se nella maggior parte dei casi questa soluzione viene scelta per far sì che i locali del sottotetto diventino abitabili. In questo ambito, si può scegliere di optare subito per un tetto ventilato nella fase di costruzione di una nuova casa, oppure di passare ad una copertura di questo tipo durante i lavori di ristrutturazione.

A garantire il migliore isolamento dal punto di vista termico in un tetto ventilato è lo strato di ventilazione. Per capire come funziona il tetto ventilato bisogna tenere a mente che il vantaggio di questo strato di ventilazione è quello di consentire l’espulsione del vapore acqueo che si viene inevitabilmente a creare nell’edificio nel corso delle attività quotidiane. Espellendo il vapore acqueo si evita la condensa e questo è un presupposto fondamentale per raggiungere un ottimo isolamento termico dell’abitazione. Tutto questo avviene grazie alla formazione di moti convettivi ascensionali, la cui insorgenza è garantita da dall’intercapedine che si forma fra il manto finale di copertura e lo strato che vi sta sotto. Ovviamente per consentire l’uscita dell’aria deve essere presente un elemento di sfiato, che non manca infatti in nessun tetto ventilato, altrimenti verrebbe compromesso l’intero funzionamento della copertura.

Non basta capire come funziona il tetto ventilato, bisogna anche sapere che esiste una normativa in materia ed una classificazione delle diverse coperture, che nel caso dei tetti freddi si basa sull’ampiezza dell’intercapedine. Ci sono anche delle coperture in cui l’intercapedine non ha le dimensioni minime richieste dalle norme UNI, in quel caso non si può parlare di tetto ventilato, ma sarebbe meglio riferirsi alla copertura come tetto micro ventilato. La camera d’aria in questo caso è più piccola e la posa della copertura risulta essere più semplice e soprattutto più veloce. Con la micro ventilazione si riesce a contrastare il persistere dell’umidità e a garantire in questo modo una durata maggiore del tetto. Nonostante questo, il tetto ventilato garantisce delle prestazioni migliori rispetto alla micro ventilazione, anche se ha un costo superiore ed un tempo di posa maggiore rispetto alla soluzione alternativa.

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