Cosa cambia nell’amministrazione di condominio?

L’amministrazione di un condominio è un’attività che richiede continui aggiornamenti rispetto alla normativa prevista per il settore in modo da non incorrere in errore e nelle relative sanzioni. Proprio per questo è bene affidarsi ad uno studio amministrazioni condominiali competente e serio.

I doveri dell’amministratore condominiale sono disciplinati dagli articoli 1130 e 1131 del codice civile, altri possono essere attribuiti dallo stesso condominio attraverso il regolamento adottato. La normativa richiede determinati requisiti per poter esercitare tale ruolo, in particolare si applicano le norme previste per coloro che hanno maneggio di denaro pubblico, quindi non vi deve essere stata condanna per reati contro la Pubblica Amministrazione, non si deve essere sottoposti a misure di interdizione o inabilitazione, si deve avere il godimento dei diritti civili. Possedendo questi requisiti ed un diploma di scuola superiore di secondo grado è possibile accedere ad un corso abilitante e ai vari corsi di aggiornamento periodici. L’attività di amministratore di condominio oltre a poter essere esercitata da singoli professionisti, può essere esercitata anche da società. In questo caso i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai singoli dipendenti incaricati di svolgere tale mansione.

Perché affidarsi proprio ad uno studio di amministrazioni condominiali? Semplicemente perché l’elevata specializzazione di uno studio qualificato in materia permette di avere sempre la certezza di seguire tutte le regole previste e i suoi aggiornamenti. In particolare importanti novità vi sono proprio a partire dal 2017. Il decreto MEF (Ministero Economia e Finanza), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo dicembre del 2016, prevede che gli amministratori di condominio debbano comunicare entro il 28 febbraio del 2017 i dati relativi ai lavori eseguiti nel 2016 e per i quali si chiede il beneficio della detrazione. Tale compito deve essere eseguito con scrupolosità, infatti, l’amministratore deve comunicare per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati relativi agli interventi eseguiti sullo stabile per il recupero del patrimonio e per l’efficientamento energetico, gli stessi devono essere stati e ffettuati sulle parti comuni delle edificio residenziale. Vista la possibilità di avere sgravi anche sull’acquisto di mobili, purché sia collegato ad interventi di ristrutturazione dell’edificio, l’amministratore è tenuto a comunicare anche i dati relativi all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici che devono essere installati sulle parti comuni dell’edificio. Deve però essere sottolineato che nella comunicazione devono essere presenti i dati dei singoli condomini e le quote a ciascuno spettanti.

I nuovi obblighi non finiscono qui perché gli studi di amministrazioni condominiali, in base alla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 36 L. 232/2016) prevede che il condominio, proprio perché sostituto di imposta come prevedono le leggi che regolano tale professione, deve versare all’Agenzia delle Entrate un acconto del 4% della ritenuta effettuata sui corrispettivi versati per appalti di opere e servizi. Ciò solo nel caso in cui la ritenuta abbia un valore superiore a 500 euro. In caso contrario le scadenze per i versamenti restano al 30 giugno e 20 dicembre. I pagamenti devono essere tracciabili e quindi devono essere eseguiti con bonifico, assegno, conto corrente o qualunque altro metodo di pagamento consenta di tenere traccia dei versamenti. Il mancato rispetto di tutte queste normative comporta l’applicazione di sanzioni da 250 a 2000 euro. Proprio per evitare tali rischi è bene affidarsi a seri studi di amministrazione condominiale.

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