Vendita case Trentino: mancano le operazioni della classe media

Come in altre aree d’Italia, anche il mercato immobiliare trentino continua a soffrire gli effetti della “lunga onda” della crisi economico finanziaria locale.

Recenti analisi condotte sul real estate della macro area confermano inoltre quel che gli operatori di settore ben conoscono da diversi anni: a scomparire dal nucleo di compratori sono soprattutto coloro che vivono nel ceto medio, un tempo in grado di acquistare casa con le sole proprie forze (o con un parziale finanziamento bancario) e oggi posti ai margini del mercato immobiliare a causa di una ridotta capacità di acquisto, e in conseguenza di una rigidità bancaria che impedisce il ricorso all’indebitamento.

L’effetto di questa “sparizione” della classe media è sotto gli occhi di tutti: il numero di compravendite è calato drasticamente (e, presumibilmente, potrebbe calare ancora), generando una gamma di case invendute estremamente vasta e diversificata.

L’ampliamento del magazzino di mercato genera a sua volta pressioni al ribasso nelle quotazioni delle abitazioni e, contemporaneamente, l’allungamento dei tempi medi di vendita (oggi pari a un minimo di 6-7 mesi).

Ma non solo: la crisi del ceto medio sta polarizzando l’offerta e la richiesta immobiliare. In altri termini, a soffrire maggiormente sarebbero i proprietari di abitazioni di valore ordinario (per la provincia di Trento, tra i 250 e i 500 mila euro), mentre riuscirebbero a piazzare più celermente sul mercato la propria unità immobiliare coloro che risultano essere proprietari di un immobile di pregio.

Ancora, gli acquirenti divengono sempre più attenti ad alcuni aspetti fondamentali della loro scelta abitativa, andando a cercare classi energetiche soddisfacenti, utilizzi di materiali eco sostenibili, introduzioni di domotica e altro ancora. Il tutto, a conferma dell’importanza eccezionale che riveste l’investimento immobiliare oggi, sempre più interpretato come un impiego duraturo (e spesso definitivo) dei propri capitali.

Nessuna novità tendenziale sembra essere prevista per un 2013 che dovrebbe concludersi con dati insoddisfacenti, ma con una parziale attenuazione delle difficoltà prevista per la seconda parte d’esercizio.

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