Edifici sacri: un progetto per conoscerli e valorizzarli


Le chiese di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata, S. Nicolò all’Arena, San Giuliano, S. Caterina da Siena al Rosario, S. Blandano a Bronte e S. Antonio di Padova a Belpasso (solo per citarne alcune) ritorneranno a splendere. Così come quelle della diocesi di Caltagirone e Acireale. Tutte proprietà del Fondo edifici di culto (Fec).
«Comunicare in modo contemporaneo il valore dell’arte ai giovani. Un patrimonio storico artistico immenso che non bisogna lasciare chiuso in uno scrigno, perché se non si conosce un bene non lo si può valorizzare». Un messaggio chiaro che non lascia spazio a sottointesi quello lanciato al Convitto Cutelli da tutti i partecipanti alla presentazione del “Progetto di sviluppo di divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale del Fondo Edifici di Culto della provincia di Catania” organizzato dalla Prefettura di Catania in collaborazione con il Rotary Club Randazzo Valle dell’Alcantara, il patrocinio della Provincia e dell’Ordine degli Architetti di Catania.
Un’occasione che è servita per comprendere il ruolo del Fec: ente del ministero dell’Interno gestito in provincia dalle Prefetture, che ne curano gli aspetti tecnici così come quelli amministrativi e finanziari.
«Abbiamo una ricchezza infinita di chiese che spesso si ignora siano un bene dello Stato. La Chiesa oggi non ne rivendica più il possesso, ma crede sia importante veicolare la fruibilità e la divulgazione di questo patrimonio» ha sottolineato l’Arcivescovo metropolita di Catania, Mons. Salvatore Gristina. Il primo passo verso la conoscenza e la divulgazione di questi stupendi edifici di culto è già stato avviato dalla Prefettura grazie al lavoro di Mirella Portaro, responsabile del procedimento e di Francesco Puglisi, dirigente della Prefettura di Catania, che hanno realizzato un dvd contenente tutte le informazioni relative agli edifici di proprietà del Fec, a Catania e provincia, che a breve sarà distribuito alle scuole, comuni ed enti, compresi i Club service, per avviare il processo di divulgazione.
«L’auspicio – ha spiegato il vice prefetto vicario Annamaria Polimeni – è che il progetto raggiunga gli obiettivi primari che si propone: divulgare la conoscenza del patrimonio del Fec, stimolare l’organizzazione di giornate formative sul tema nell’ambito delle scuole per sviluppare fra i giovani un maggiore senso di identità e di appartenenza, con l’obiettivo di inserire il patrimonio nei percorsi artistico–culturali locali e favorire il potenziamento del terzo settore». «Questo progetto è una grande opportunità per il nostro territorio – ha detto il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione – spesso si ignorano le risorse storiche e architettoniche di cui possiamo godere, bisogna partire da questa esperienza per programmare il futuro e magari prevedere interventi concreti con fondi specifici dopo averne valutato le necessità».
Il progetto infatti grazie anche altre forme di partecipazione – tra cui rientra quella con l’Ordine degli Architetti di Catania – intende effettuare uno screening degli edifici, verificarne le condizioni ed avviare la seconda fase con la ricerca di fondi da destinare ai lavori di restauro. In quest’ambito si inseriscono a pieno titolo gli architetti etnei, che da tempo portano avanti un progetto teso a conservare, valorizzare e promuovere i beni architettonici con l’iniziativa “Ogni architetto adotta una chiesa”.
«L’architettura delle nostre chiese rappresenta la dotazione storica artistica e culturale di cui la nostra comunità dispone – sottolinea visibilmente soddisfatto Luigi Longhitano, presidente dell’Ordine degli architetti etneo – proteggendo e valorizzando questo patrimonio si possono creare occasioni di crescita economica e sociale del territorio. Gli architetti catanesi, soprattutto i giovani, avranno modo di realizzare un monitoraggio e elaborare progetti per partecipare a bandi regionali o ai fondi europei catalizzando competenze e professionalità adeguate».
«Bisogna sviluppare un processo virtuoso – gli fa eco Carlotta Reitano, presidente della Fondazione – in cui i giovani possano scommettersi creando sinergie lavorative che diventino volano dell’economia locale».

All’incontro aperto e chiuso dal “Gran coro lirico siciliano” hanno preso parte la sovrintendente ai Beni culturali e ambientali di Catania, Vera Greco, l’assistente del governatore Rotary Club distretto Sicilia – Malta, Salvatore Spitaleri, la funzionaria alla soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania, Carmela Cappa e il presidente Rotary Randazzo Valle dell’Alcantara, Angelo Alaimo.

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