L’immobiliare tiene. Gli investimenti non sono deludenti.

Via: www.italcasa.com

L’immobiliare tiene. Gli investimenti non sono deludenti.

Conviene ancora investire nel mattone in tempi di crisi? E questa la domanda che si pongono milioni di italiani che, per necessità personale o per scelta d’investimento, si trovano a considerare l’ipotesi di un acquisto immobiliare.
Dal 13 maggio è disponibile sui sito dell’Agenzia del territorio la consueta nota trimestrale che parla dei volumi e delle caratteristiche delle compravendite immobiliari in Italia nel 10 trimestre del 2009 confrontati con quelli 2008.
Il primo dato che balza all’occhio dice che le transazioni complessive sono state 299.419, con un decremento riguardante il settore residenziale, che da solo ha fatto segnare 135.872 compravendite, del 18,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Nel settore terziario le transazioni sono state 3.449 con un -20,6%), in quello commerciale 8.723 (con un -23,9%), in quello produttivo 2.525 (con addirittura un -33,5%).
Il calo del mercato residenziale è stato più marcato nel Nord Italia ed è stato più marcato nei comuni non capoluogo contraendosi meno nei capoluoghi (-15,8%).
Nelle principali otto città la decrescita si è fermata a un – 13,8%.
Nel tradizionale rapporto immobiliare edito da Nomisma, oltre a confermare queste tendenze, si azzarda anche una previsione per l’anno in corso.
Ci sarà un’ulteriore riduzione del numero delle transazioni di abitazioni che dovrebbe però essere di portata inferiore a quella già vissuta.
Il calo sarà dell’8-10% e corrisponderà a un parallelo calo dei valori immobiliari pari al 7-8%..
Questi torneranno a una sostanziale stabilità nominale nel 2010.
Chi aveva sperato in una ripresa del mercato immobiliare americano, che solitamente funge da apripista per il resto del mondo, è rimasto deluso.
Gli housing start, cioè le aperture dei nuovi cantieri edilizi, sono crollati del 12,8% ad aprile raggiungendo il nuovo record negativo di 458.000 so base annua, cifra ben al di sotto delle attese di consensus (519.000), a causa soprattutto del tracollo delle costruzioni di abitazioni multifamiliari scese dcl 46,1% a 78.000 unità.
Meno negativi i dati riguardanti i permessi edilizi, calati del 3,3% a quota 494.000.


I prezzi delle case nelle prime 20 aree metropolitane hanno avuto a marzo una flessione del 2,2% confermando un calo ponderale annuale del 19,1% nel primo trimestre dell’anno.
Secondo gli esperti Usa il picco negativo, al quale seguirà una graduale ma costante inversione di tendenza, si avrà nel mese di giugno. Elementi importanti nel segno di un cauto ottimismo si colgono però dalle analisi delle principali agenzie immobiliari e di compravendita del nostro paese.
Innanzitutto si sta registrando un aumento della domanda di immobili a uso investimento causato da una fuga dal mercato finanziario.
Inoltre, se da un lato è vero che le banche sono diventate molto più rigide nel concedere mutui, è anche vero che gli effetti dell’ abbassamento del costo del denaro, tornato oggi ai livelli de] 2001, si faranno sentire sul mercato del credito tra alcuni mesi.
Per chi vuole comprare casa si apre oggi uno scenario potenzialmente interessante con la possibilità di spuntare prezzi convenienti.
Ci saranno presumibilmente trattative più serrate sui prezzi richiesti dai venditori i quali iniziano a capire che il mercato immobiliare ha imboccato una direzione diversa. Il risultato è che le trattative verranno condotte più da chi vuole comperare che da chi vuole vendere.
Inoltre l’ investimento nell’immobile risulta essere, statisticamente, ancora quello prediletto dagli italiani caratterizzandosi il mercato immobiliare come uno dei settori dell’economia reale con meno rischi.
Non esistono particolari controindicazioni nell’ investimento in immobili il quale, se confrontato con quello azionario, è oggettivamente in grado oggi di reggere la crisi.
Considerando la flessione dei prezzi in corso ,ì certamente consigliabile investire nell’immobile se si tratta di strutture con ubicazione e caratteristiche tali da determinare una rivalutazione nel tempo.
Non bisogna dimenticare che, se anche è possibile un’ azione speculativa di compravendita occasionale nel breve periodo, nel medio-lungo termine l’investimento immobiliare non ha mai deluso e ha sempre dato soddisfazioni.
Se invece si deve acquistare una casa per uso personale e, in particolar modo, se si ha un minimo capitale iniziale questo è il momento in cui bisogna avvicinarsi al mercato con fiducia perché si possono spuntare occasioni e trovare l’immobile più adatto alle proprie esigenze.
Da parte del venditore c’è una duplice situazione nella quale può trovarsi: se l’immobile è utilizzato o produce un reddito è consigliabile una certa attesa in funzione di una ripresa del mercato mentre, in caso contrario, è meglio lasciarsi alle spalle la logica della compravendita dei passati anni e accettare una nuova valutazione del proprio immobile per monetizzare e reinvestire.
Infine un aspetto indotto dalla crisi è stato l’allungamento dei tempi medi delle compra- vendite che oggi si attesta sui cinque-sei mesi, anche per le difficoltà di accesso al credito.
Anche da questo punto di vista c’è però da attendersi una stabilizzazione della situazione nel secondo semestre del 2009 grazie soprattutto alla politica monetaria espansiva della Bce.

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