Rilancio del settore edilizio: la CNA ne discute con il Governo

La CNA al tavolo con il Governo per il futuro dell’edilizia
Alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dei ministri Matteoli (Infrastrutture) e Fitto (Rapporti con le Regioni) si è riunito oggi a Palazzo Chigi il Tavolo interministeriale sulle prospettive del settore delle costruzioni. Il Presidente di CNA Costruzioni Rinaldo Incerpi, presente con i rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali e i sindacati dei lavoratori del settore, ha accolto con favore l’iniziativa sottolineando come fossero stati gli stessi Stati generali dell’Edilizia, nell’incontro del 14 maggio scorso alla Fiera di Roma, a sollecitare l’avvio del confronto. “Ringraziamo il Governo per aver dato seguito alle nostre richieste. Oggi e’ estremamente urgente affrontare i problemi del settore – ha specificato Incerpi – perché la crisi si sta facendo acuta e sono a rischio oltre 100.000 posti di lavoro. Ai ministri presenti abbiamo sottoposto le nostre proposte per il rilancio delle costruzioni in Italia, con particolare riferimento – ha continuato Incerpi – all’avvio di un programma di opere pubbliche di piccole dimensioni, alla revisione degli studi di settore ed alla nostra proposta di legge per regolamentare l’accesso alla professione”. “Abbiamo apprezzato” ha concluso il presidente di CNA Costruzioni “l’impegno del sottosegretario Letta di dare continuità a questo tavolo affinché vengano assunti impegni concreti e realizzabili in tempi brevi”.
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Shanghai, il luogo adatto per gli investimenti immobiliari di lusso
Filed under: Immobili all'estero, Investimenti immobiliari

Shanghai, il luogo adatto per gli investimenti immobiliari di lusso
Se il mercato immobiliare italiano è in crisi, altrettanto non si può dire per gli immobili di pregio, che anche in questo periodo non hanno registrato grossi cali di prezzo.
Anche il settore degli immobili di lusso risente degli effetti della crisi. Ma mentre nel caso delle abitazioni maggiormente accessibili alle tasche dei bergamaschi si registra un notevole calo delle transazioni, per gli immobili di lusso la situazione va decisamente meglio. Tanto che, in mesi in cui tirare la cinghia per i più sembra essere diventata la parola d’ordine, c’è invece chi non bada a spese. Infatti non dappertutto è così, in alcuni luoghi, la crisi immobiliare è un concetto che non sfiora nemmeno i costruttori. Come per esempio Shanghai, una volta considerata la Parigi d’oriente, che sta riconquistando il fascino e il prestigio del passato.
Shanghai una delle nuove patrie del lusso, che sa ora offrire ai viaggiatori amanti del prestigio, il massimo sotto ogni punto di vista. Anche con la recessione, il volto di questa metropoli, composta da 20 milioni di persone, è ancora in fase di ampliamento, dove quartieri e strade vengono rinnovate in pieno stile coloniale occidentale. Le nuove caratteristiche della città includono marciapiedi con bar e caffè in stile occidentale, boutique di lusso, alberghi e ristoranti di fascia alta come quello del celebre chef Jean-Georges Vongerichten.
Il settore immobiliare è stato incoraggiato alla vendita immobili di prestigio, al rinnovamento urbano di alto livello, nella speranza che un numero molto alto di ricchi potessero investire, sia esteri che nazionali.
Il settore alberghiero, in particolare, sembra essere fiorente ma ha per ora poca fortuna, nonostante il gran numero di turisti, alberghi di livello internazionale come il The Peninsula and Hyatt, aperto di recente nel primo trimestre dell‘anno. Shanghai finora ha avuto 104 progetti alberghieri, con 26.510 camere in costruzione.
Forse il World Expo di Shanghai del prossimo anno sarà il fattore scatenante e motivante per questa magnifica e controversa città, che andrà verso una netta trasformazione. Il prossimo anno infatti dovrebbe ospitare attorni ai al 70 milioni di visitatori, Shanghai è ben predisposta per accogliere luoghi lussuosi lungo le rive del fiume Huangpu, ma saprà coniugare tutto questo lusso senza perdere la propria identità? Questa è una sfida che non vediamo l’ora di osservare.
La metropoli di 20 milioni si sta trasformando in un luogo adatto a ricevere numerosi investimenti immobiliari, soprattutto nel settore delle case di lusso, luccicanti grattacieli, con vicoli pittoreschi, parchi e tranquilli paesaggi.
Shanghai potrebbe essere il primo nome che salta in mente quando si tratta di destinazioni di viaggio d’élite, di lusso, soprattutto per lo shopping e cene raffinate e deliziose.
Questa è la città della Cina probabilmente più alla moda e internazionale, che vanta i migliori negozi e la vita notturna più vivace. Solo pochi anni fa, sarebbe stato difficile da credere, ma le principali città cinesi sono state trasformate da città medie in città di alto livello, attraverso un processo di rinnovamento urbano, incoraggiato dalle autorità desiderose di aumentare i prezzi degli immobiliari e di attirare i ricchi investitori, sia nazionali e stranieri. Aggiungete che nella città si vedono sempre più spesso sfilate di moda, gare di Formula Uno, mostre e altri eventi di catering ed il gioco è fatto.
A cura di Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl
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L’immobiliare tiene. Gli investimenti non sono deludenti.

Via: www.italcasa.com
L’immobiliare tiene. Gli investimenti non sono deludenti.
Conviene ancora investire nel mattone in tempi di crisi? E questa la domanda che si pongono milioni di italiani che, per necessità personale o per scelta d’investimento, si trovano a considerare l’ipotesi di un acquisto immobiliare.
Dal 13 maggio è disponibile sui sito dell’Agenzia del territorio la consueta nota trimestrale che parla dei volumi e delle caratteristiche delle compravendite immobiliari in Italia nel 10 trimestre del 2009 confrontati con quelli 2008.
Il primo dato che balza all’occhio dice che le transazioni complessive sono state 299.419, con un decremento riguardante il settore residenziale, che da solo ha fatto segnare 135.872 compravendite, del 18,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Nel settore terziario le transazioni sono state 3.449 con un -20,6%), in quello commerciale 8.723 (con un -23,9%), in quello produttivo 2.525 (con addirittura un -33,5%).
Il calo del mercato residenziale è stato più marcato nel Nord Italia ed è stato più marcato nei comuni non capoluogo contraendosi meno nei capoluoghi (-15,8%).
Nelle principali otto città la decrescita si è fermata a un – 13,8%.
Nel tradizionale rapporto immobiliare edito da Nomisma, oltre a confermare queste tendenze, si azzarda anche una previsione per l’anno in corso.
Ci sarà un’ulteriore riduzione del numero delle transazioni di abitazioni che dovrebbe però essere di portata inferiore a quella già vissuta.
Il calo sarà dell’8-10% e corrisponderà a un parallelo calo dei valori immobiliari pari al 7-8%..
Questi torneranno a una sostanziale stabilità nominale nel 2010.
Chi aveva sperato in una ripresa del mercato immobiliare americano, che solitamente funge da apripista per il resto del mondo, è rimasto deluso.
Gli housing start, cioè le aperture dei nuovi cantieri edilizi, sono crollati del 12,8% ad aprile raggiungendo il nuovo record negativo di 458.000 so base annua, cifra ben al di sotto delle attese di consensus (519.000), a causa soprattutto del tracollo delle costruzioni di abitazioni multifamiliari scese dcl 46,1% a 78.000 unità.
Meno negativi i dati riguardanti i permessi edilizi, calati del 3,3% a quota 494.000.
I prezzi delle case nelle prime 20 aree metropolitane hanno avuto a marzo una flessione del 2,2% confermando un calo ponderale annuale del 19,1% nel primo trimestre dell’anno.
Secondo gli esperti Usa il picco negativo, al quale seguirà una graduale ma costante inversione di tendenza, si avrà nel mese di giugno. Elementi importanti nel segno di un cauto ottimismo si colgono però dalle analisi delle principali agenzie immobiliari e di compravendita del nostro paese.
Innanzitutto si sta registrando un aumento della domanda di immobili a uso investimento causato da una fuga dal mercato finanziario.
Inoltre, se da un lato è vero che le banche sono diventate molto più rigide nel concedere mutui, è anche vero che gli effetti dell’ abbassamento del costo del denaro, tornato oggi ai livelli de] 2001, si faranno sentire sul mercato del credito tra alcuni mesi.
Per chi vuole comprare casa si apre oggi uno scenario potenzialmente interessante con la possibilità di spuntare prezzi convenienti.
Ci saranno presumibilmente trattative più serrate sui prezzi richiesti dai venditori i quali iniziano a capire che il mercato immobiliare ha imboccato una direzione diversa. Il risultato è che le trattative verranno condotte più da chi vuole comperare che da chi vuole vendere.
Inoltre l’ investimento nell’immobile risulta essere, statisticamente, ancora quello prediletto dagli italiani caratterizzandosi il mercato immobiliare come uno dei settori dell’economia reale con meno rischi.
Non esistono particolari controindicazioni nell’ investimento in immobili il quale, se confrontato con quello azionario, è oggettivamente in grado oggi di reggere la crisi.
Considerando la flessione dei prezzi in corso ,ì certamente consigliabile investire nell’immobile se si tratta di strutture con ubicazione e caratteristiche tali da determinare una rivalutazione nel tempo.
Non bisogna dimenticare che, se anche è possibile un’ azione speculativa di compravendita occasionale nel breve periodo, nel medio-lungo termine l’investimento immobiliare non ha mai deluso e ha sempre dato soddisfazioni.
Se invece si deve acquistare una casa per uso personale e, in particolar modo, se si ha un minimo capitale iniziale questo è il momento in cui bisogna avvicinarsi al mercato con fiducia perché si possono spuntare occasioni e trovare l’immobile più adatto alle proprie esigenze.
Da parte del venditore c’è una duplice situazione nella quale può trovarsi: se l’immobile è utilizzato o produce un reddito è consigliabile una certa attesa in funzione di una ripresa del mercato mentre, in caso contrario, è meglio lasciarsi alle spalle la logica della compravendita dei passati anni e accettare una nuova valutazione del proprio immobile per monetizzare e reinvestire.
Infine un aspetto indotto dalla crisi è stato l’allungamento dei tempi medi delle compra- vendite che oggi si attesta sui cinque-sei mesi, anche per le difficoltà di accesso al credito.
Anche da questo punto di vista c’è però da attendersi una stabilizzazione della situazione nel secondo semestre del 2009 grazie soprattutto alla politica monetaria espansiva della Bce.
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Tecnocasa e Tecnorete leader del mercato immobiliare

Tecnocasa e Tecnorete leader del mercato immobiliare
Chiuso il 2008 con un bilancio brillante, Tecnocasa Holding, punta sulle sue reti immobiliari in franchising e guarda con fiducia al futuro.
I due marchi immobiliari del Gruppo distinguono due reti ottimamente
posizionate nel panorama dei competitor.
Tecnocasa, in prima fila da sempre con oltre 2.600 Agenzie, tra settore
residenziale e industriale.
Tecnorete tra le prime tre nella graduatoria nazionale con più di 480 Agenzie distribuite su tutto il territorio nazionale.
TECNOCASA FRANCHISING SpA
Valore della produzione (Fatturato)
2007 EURO 43.392.337,00
2008 EURO 46.577.337,00
+3.185.000 Euro
TECNORETE FRANCHISING SRL
Valore della produzione (Fatturato)
2007 EURO 3.163.245,00
2008 EURO 4.615.171,00
+1.451.927,00 Euro
Il contributo delle due reti, come sopra illustrato è interessante ai fini del Bilancio della Holding.
I dati più significativi del bilancio consolidato, in milioni di Euro, evidenziano:
Totale immobilizzazioni 42,673
Totale attivo circolante 249,155
Patrimonio netto 187,239
Valore produzione 199,282
Utile netto 32,419
Fonte: Gruppo Tecnocasa
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